Ci incontrammo a casa sua, un modesto e dignitoso appartamento nella zona nord di Roma. Era il giorno di san Valentino del 2018. Ci accolsero con quella ospitalità innata di certe persone del sud: “vi preparo un caffè?”, chiese la moglie.
Accettammo. L’offerta di un caffè non si può rifiutare. Ci parlò di tante cose ma oggi ne voglio ricordare solo una, per rendere omaggio all’uomo piuttosto che allo scrittore, Al suo rigore morale e alla sua onestà intellettuale. Gli chiesi come mai avesse deciso di devolvere all’Associazione Nazionale dei Funzionari di Polizia i diritti d’autore del suo libro che parlava dei pizzini di Provenzano, dal titolo “Voi non sapete”. Mi rispose quasi sorpreso della mia domanda, con un tono che stava a dire:e c’è bisogno di chiedermelo? Disse, con la sua inconfondibile voce roca: “Non potevo mica mettermi in tasca soldi che venivano dalle malefatte della mafia, anche se indirettamente. Era più giusto che andassero alle famiglie dei poliziotti morti per fare il loro dovere, ai loro figli per farli studiare. Così, almeno una cosa buona quei pizzini l’avranno fatta.”
In quel momento mi tornò alla mente una frase di Paulo Coelho: “Il mondo si cambia con l’esempio non con le parole”.
Addio Maestro, guerriero della luce.

Camilleri

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