“Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri” – Presentazione a Firenze

Domenica 12 giugno, alle ore 19.00, sulla suggestiva terrazza di villa Bardini a Firenze, presenterò in anteprima nazionale il mio nuovo romanzo “Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri. Ne parlerà con me Antonella Mollica, giornalista del Corriere Fiorentino. Ci saranno anche Silvia Prioreschi e Marino Filippo Arrigoni, attori della scuola di teatro “Progetto Idra”, che leggeranno alcuni brani del libro. L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili. Vi aspetto.

“Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri” – Presentazione a Montecatini Terme

Venerdì 17 giugno, alle ore 17.00, nel bellissimo salone Portoghesi dello stabilimento termale il Tettuccio, presenterò il mio nuovo romanzo “Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri. Ne parlerà con me Simona Peselli. Ci saranno anche Silvia Prioreschi e Marino Filippo Arrigoni, attori della scuola di teatro “Progetto Idra”, che leggeranno alcuni brani del libro. L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili. Vi aspetto.

“Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri” – Presentazione a Pistoia

Giovedì 16 giugno, alle ore 21.00, nella bellissima sala Mabellini della villa Puccini allo Scornio, presenterò il mio nuovo romanzo “Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri. Con me ci saranno: il maestro Aurelio Fragapane, che eseguirà al pianoforte musiche di Ludovico Einaudi; Silvia Prioreschi e Marino Filippo Arrigoni, attori della scuola di teatro “Progetto Idra”, che leggeranno alcuni brani del libro. L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei 60 posti disponibili. Vi aspetto.

Io sono l’Indiano

Capelli lunghi legati con un codino, impulsivo, insofferente alle gerarchie e alle ingiustizie, l’ispettore Massimo Valeri è conosciuto da tutti come l’Indiano. Abita in una barca ormeggiata nel Porto turistico di Roma e le sue uniche compagne di vita sono una moto Guzzi California EV e Lorena, gatta dal portamento aristocratico che si presenta ogni giorno per reclamare cibo. Nel suo passato c’è Giulia, la sola donna che abbia mai amato davvero. Nel suo presente, un intricato caso da risolvere. Da una settimana una ragazza eritrea staziona davanti al commissariato del XVII distretto e chiede giustizia per la scomparsa del suo compagno Jemal, uno dei tanti fantasmi sbarcati in Italia. I giornalisti sono attirati dalla protesta e la polizia non ha risposte: per il sostituto commissario Bruno Tognozzi, detto il Cane, la faccenda è spinosa e l’Indiano, da poco entrato nella squadra ma già in rotta con il superiore, è la persona giusta su cui scaricare il problema. In una Roma sferzata dalla pioggia che si prepara alla piena del Tevere, tra disperati, potenti e faccendieri di ogni sorta, l’ispettore Valeri si troverà implicato in un’indagine ben più delicata del previsto. Da quella scomparsa infatti parte un filo sottile e invisibile che lega i destini e gli interessi di individui insospettabili.


USCIRA’ IL 14 GIUGNO – E’ GIA’ DISPONIBILE PER LE PRENOTAZIONI IN TUTTE LE LIBRERIE E GLI STORE ONLINE – ANCHE IN FORMATO EBOOK

La città nova

Tanto gentile e tanto onesto pare
il candidato al consiglio comunale,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e i giornali no l’ardiscon di criticare.

Egli si va, da solo a laudare,
benignamente d’umiltà vestuto;
e par che sia una cosa da ciel venuta
a miracoli mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi lo mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che intender non la può chi non la prova:

e par che de la sua labbia
uno spirito pien d’innocenza si mova,
che va dicendo all’elettore:
vota me e avrai una città nova.

(Antonio Fusco – liberamente tratto dalle rime de “La vita nuova” di Dante Alighieri)

Buona Pasqua con … l’Indiano.

Care amiche, cari amici, desidero farvi gli auguri di una serena Pasqua. Direte voi: come si fa a essere sereni con tutto quello che sta succedendo in questi ultimi tempi? Ci si può provare, magari spegnendo per un po’ la tv, oppure guardando meno i telegiornali e tutti quei programmi di approfondimento che rendono le cose più tragiche per tenerci incollati allo schermo e vendere più pubblicità. Cambiamo stazione radio, ascoltiamo buona musica. Magari leggiamo un libro in più. Incontriamo i nostri amici, parliamo con i nostri cari. Restiamo nel nostro mondo per qualche giorno, ci farà bene. Poi volevo dirvi un’altra cosa: il mio nuovo romanzo è pronto per andare in stampa. “Io sono l’indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri”, questo è il titolo. Uscirà per la collana Nero Rizzoli il 14 giugno. Tra qualche giorno vi farò vedere la copertina e vi parlerò del XVII distretto di polizia di Roma, della dirigente del commissariato Ornella Priore, del sostituto commissario Bruno Tognozzi (detto il cane), di Matteo Landini, di Irina, dell’onorevole Salieri, di Zula e Jemal e del loro amore spezzato, di Lucio Berardi (detto Tyson), del piccolo Marius e degli altri personaggi di questa storia, oltre che dell’Indiano, naturalmente. Ci tenevo a farvelo sapere. A presto.

La mia dipendenza dal gas

Fino all’età di 24 anni, ho vissuto in una casa dove l’unica fonte di calore era un camino a legna che si trovava in cucina. Nelle notti fredde d’inverno, ci si aiutava con bottiglie di vetro riempite di acqua calda oppure indossando abiti di lana prima di seppellirsi sotto uno strato di coperte che rischiava di schiacciarci, tanto erano pesanti. Ricordo che la mattina liberavo la vista a un occhio, come fosse il periscopio di un sommergibile, salutavo i pinguini che giravano nella stanza e cercavo il coraggio per uscire allo scoperto e andare a fare colazione. Mi facevo forza e sortivo, come direbbero qui in Toscana. Il trucco stava nel vestirsi più velocemente possibile. A volte mia nonna o mia madre, mi facevano trovare la maglia di lana riscaldata al fuoco del camino. Era un vero e proprio godimento. Il gas non era ancora arrivato in città, si cucinava con una bombola che durava anche un mese e che finiva sempre la domenica, quando la pasta era arrivata a metà cottura. Certo, sono passati più di 30 anni da allora e le cose sono cambiate, ma potrebbero cambiare ancora. Non necessariamente in meglio. Spero che ciò non avvenga ma, se dovesse accadere, io sono pronto. Buona domenica.