L’officina delle parole

Gavignano è un piccolo borgo come ce ne sono tanti in Italia, arroccato su una collina a pochi chilometri da Roma non arriva a 2000 abitanti. A Gavignano la falegnameria di Vincenzo Cipriani, detto “Baffone”, sbuffava odore di segatura che nelle giornate ventose saliva fino alla palazzo Baronale, dove nel XII secolo nacque Papa Innocenzo III. Da qualche anno, però, le seghe e le pialle hanno smesso di funzionare e il proprietario del fondo, Fulvio Nunnari, si è chiesto cosa farne di quei locali. Gavignano è un paese troppo piccolo per avere una vera biblioteca ma Fulvio, appassionato di libri e di arte, è sempre stato convinto che la meritasse perciò, aiutato dagli amici dell’Associazione “Arte Libera-Mente”, ha pensato bene di sostituire tronchi e tavole con la carta stampata e così l’officina del legno è diventata officina delle parole. Badate bene, non è stata una demolizione seguita da una ricostruzione ma il naturale passaggio da una forma di creazione a un’altra. La falegnameria c’è ancora ma adesso è anche una biblioteca che custodisce ben 13.000 volumi, oltre a circa 5.000 fumetti e qualche centinaio di testi in diverse lingue, tutti riciclati, recuperati attraverso un messaggio semplice ed efficace: “i libri non si buttano”, portateli da noi”. Con il passare del tempo la biblioteca si è dotata anche  di una sezione video/cineteca, compresa una postazione apposita dotata di video e lettore DVD e VHS, oltre  a numerosi CD musicali. Organizzano mostre di pittura, scultura, fotografia, presentazioni di libri ed eventi culturali di ogni genere. L’Associazione “Arte Libera-Mente” oggi è arrivata a contare circa 160 iscritti, in un paese così piccolo non è roba da poco. Io ci sono stato a presentare i miei libri e, da artigiano delle parole quale ritengo di essere, mi sono sentito a casa.

“Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri” – Presentazione a Firenze

Domenica 12 giugno, alle ore 19.00, sulla suggestiva terrazza di villa Bardini a Firenze, presenterò in anteprima nazionale il mio nuovo romanzo “Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri. Ne parlerà con me Antonella Mollica, giornalista del Corriere Fiorentino. Ci saranno anche Silvia Prioreschi e Marino Filippo Arrigoni, attori della scuola di teatro “Progetto Idra”, che leggeranno alcuni brani del libro. L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili. Vi aspetto.

“Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri” – Presentazione a Montecatini Terme

Venerdì 17 giugno, alle ore 17.00, nel bellissimo salone Portoghesi dello stabilimento termale il Tettuccio, presenterò il mio nuovo romanzo “Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri. Ne parlerà con me Simona Peselli. Ci saranno anche Silvia Prioreschi e Marino Filippo Arrigoni, attori della scuola di teatro “Progetto Idra”, che leggeranno alcuni brani del libro. L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili. Vi aspetto.

“Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri” – Presentazione a Pistoia

Giovedì 16 giugno, alle ore 21.00, nella bellissima sala Mabellini della villa Puccini allo Scornio, presenterò il mio nuovo romanzo “Io sono l’Indiano – La prima indagine dell’ispettore Massimo Valeri. Con me ci saranno: il maestro Aurelio Fragapane, che eseguirà al pianoforte musiche di Ludovico Einaudi; Silvia Prioreschi e Marino Filippo Arrigoni, attori della scuola di teatro “Progetto Idra”, che leggeranno alcuni brani del libro. L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei 60 posti disponibili. Vi aspetto.

Io sono l’Indiano

Capelli lunghi legati con un codino, impulsivo, insofferente alle gerarchie e alle ingiustizie, l’ispettore Massimo Valeri è conosciuto da tutti come l’Indiano. Abita in una barca ormeggiata nel Porto turistico di Roma e le sue uniche compagne di vita sono una moto Guzzi California EV e Lorena, gatta dal portamento aristocratico che si presenta ogni giorno per reclamare cibo. Nel suo passato c’è Giulia, la sola donna che abbia mai amato davvero. Nel suo presente, un intricato caso da risolvere. Da una settimana una ragazza eritrea staziona davanti al commissariato del XVII distretto e chiede giustizia per la scomparsa del suo compagno Jemal, uno dei tanti fantasmi sbarcati in Italia. I giornalisti sono attirati dalla protesta e la polizia non ha risposte: per il sostituto commissario Bruno Tognozzi, detto il Cane, la faccenda è spinosa e l’Indiano, da poco entrato nella squadra ma già in rotta con il superiore, è la persona giusta su cui scaricare il problema. In una Roma sferzata dalla pioggia che si prepara alla piena del Tevere, tra disperati, potenti e faccendieri di ogni sorta, l’ispettore Valeri si troverà implicato in un’indagine ben più delicata del previsto. Da quella scomparsa infatti parte un filo sottile e invisibile che lega i destini e gli interessi di individui insospettabili.


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La città nova

Tanto gentile e tanto onesto pare
il candidato al consiglio comunale,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e i giornali no l’ardiscon di criticare.

Egli si va, da solo a laudare,
benignamente d’umiltà vestuto;
e par che sia una cosa da ciel venuta
a miracoli mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi lo mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che intender non la può chi non la prova:

e par che de la sua labbia
uno spirito pien d’innocenza si mova,
che va dicendo all’elettore:
vota me e avrai una città nova.

(Antonio Fusco – liberamente tratto dalle rime de “La vita nuova” di Dante Alighieri)