Festa dei nonni

Si diventa nonni a nostra insaputa, senza aver fatto nulla per meritarlo, almeno non in tempi recenti. E’ una conseguenza di azioni che vengono dal passato, delle quali ci eravamo anche dimenticati. In genere, accade proprio quando avevi ritrovato il tuo tempo e ti stavi riorganizzando la vita; quando, finalmente, ti eri deciso a mettere ordine in soffitta e ti chiedevi cosa fare di tutte quelle scatole ingombranti, piene di vecchi giocattoli appartenuti ai tuoi figli. Il primo pensiero che ti viene, quando diventi nonno, è di non dirlo a nessuno per non rovinarti la piazza e vanificare i sacrifici che fai per cercare di nascondere gli anni che passano, fino a che non incontri il tuo nipotino e capisci che diventare nonno è la cosa più bella che poteva capitarti alla tua età. Mentre lo stringi al petto e lui ti sorride, ti vengono in mente tutte le cazzate che hai fatto con tuo figlio e si scatena la paura che lui possa farne solo la metà con quella creatura indifesa che tieni in braccio. Si dovrebbe partire direttamente da nonni per essere un buon padre, pensi. Se fosse possibile. Ma la vita è una strada a senso unico e il tempo scorre solo in avanti, non ti resta altro che sperare che lui sia migliore di te. Buona festa a tutti i nonni.

Premio Contursi Terme

Motivazione:

Funzionario della Polizia di Stato e criminologo forense, autore di numerosi romanzi pubblicati da primarie case editrici, tradotti e distribuiti anche in Germania, Grecia e Turchia, Antonio Fusco occupa uno spazio di rilievo e originalità nell’affollato panorama dei giallisti italiani. Con le indagini del commissario Casabona prima, e poi con quelle dell’ispettore Massimo Valeri, egli ha dato vita a racconti polizieschi in cui la puntuale ricostruzione del modus operandi delle forze dell’ordine non è fine a se stessa, ma sempre messa al servizio della propria coscienza civile

L’officina delle parole

Gavignano è un piccolo borgo come ce ne sono tanti in Italia, arroccato su una collina a pochi chilometri da Roma non arriva a 2000 abitanti. A Gavignano la falegnameria di Vincenzo Cipriani, detto “Baffone”, sbuffava odore di segatura che nelle giornate ventose saliva fino alla palazzo Baronale, dove nel XII secolo nacque Papa Innocenzo III. Da qualche anno, però, le seghe e le pialle hanno smesso di funzionare e il proprietario del fondo, Fulvio Nunnari, si è chiesto cosa farne di quei locali. Gavignano è un paese troppo piccolo per avere una vera biblioteca ma Fulvio, appassionato di libri e di arte, è sempre stato convinto che la meritasse perciò, aiutato dagli amici dell’Associazione “Arte Libera-Mente”, ha pensato bene di sostituire tronchi e tavole con la carta stampata e così l’officina del legno è diventata officina delle parole. Badate bene, non è stata una demolizione seguita da una ricostruzione ma il naturale passaggio da una forma di creazione a un’altra. La falegnameria c’è ancora ma adesso è anche una biblioteca che custodisce ben 13.000 volumi, oltre a circa 5.000 fumetti e qualche centinaio di testi in diverse lingue, tutti riciclati, recuperati attraverso un messaggio semplice ed efficace: “i libri non si buttano”, portateli da noi”. Con il passare del tempo la biblioteca si è dotata anche  di una sezione video/cineteca, compresa una postazione apposita dotata di video e lettore DVD e VHS, oltre  a numerosi CD musicali. Organizzano mostre di pittura, scultura, fotografia, presentazioni di libri ed eventi culturali di ogni genere. L’Associazione “Arte Libera-Mente” oggi è arrivata a contare circa 160 iscritti, in un paese così piccolo non è roba da poco. Io ci sono stato a presentare i miei libri e, da artigiano delle parole quale ritengo di essere, mi sono sentito a casa.