Il respiro della civiltà

Stuprano una donna e fanno un video, maltrattano fino alla morte un anziano in difficoltà e fanno un video. Perché filmano questi gesti ignobili? Evidentemente per farli vedere a chi non c’era. Evidentemente, invece di ritenerli fatti di cui vergognarsi, si aspettano approvazione per ciò che hanno fatto. Non c’è altra spiegazione. Nessuno condividerebbe la propria partecipazione ad eventi che ritiene riprovevoli. E’ la grande colpa di questa società in tutte le sue espressioni, istituzioni, scuola, famiglia: non essere più in grado di trasmettere “valori” e “senso etico”, di “educare”. Non riuscire più ad insegnare ai propri figli quali siano i comportamenti “giusti” e quali quelli “sbagliati”, di cosa essere fieri e di cosa, invece, doversi vergognare, chi sono gli “eroi” da imitare e quali quelli da biasimare. Nel nome di un mal inteso principio di libertà, abbiamo lasciato i nostri giovani in balia della bestia che si annida in ognuno di noi. Dimenticando che non esiste legge dello Stato abbastanza severa che possa compensare la legge morale che che ognuno dovrebbe portare dentro di sé. Il senso etico è il respiro di una Civiltà, se non lo sentiamo più vuol dire che la nostra sta morendo.

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Alla fine del viaggio – dal 29 maggio …

“È la vigilia del palio di San Jacopo nella cittadina toscana di Valdenza, ma il commissario Casabona non è in vena di festeggiamenti: mentre sui tetti del centro storico esplodono i fuochi d’artificio, la moglie gli annuncia che sta per andarsene di casa. Un duro colpo per il commissario, che nonostante i problemi con Francesca non aveva mai pensato che il loro legame potesse davvero spezzarsi. Nemmeno il tempo di piangere la fine del suo matrimonio, che una telefonata lo richiama immediatamente al dovere: un uomo è stato ucciso da un treno in corsa. Un fatale incidente? Tutt’altro, visto che la vittima è stata legata a una sedia a rotelle e lasciata sui binari. Chi è quell’uomo che nessuno riesce a identificare? Perché l’assassino ha scelto un’esecuzione così plateale? Ed è solo una coincidenza che qualche anno prima, nello stesso luogo, un ragazzo sia stato travolto da un treno? Nella solitudine della sua casa ormai vuota, Casabona è tormentato dai dubbi. E mentre i primi indizi portano sulla strada della pedofilia, nuove morti inspiegabili arrivano a spazzare via ogni certezza. Come se ci fosse una regia occulta a spostare le pedine in campo. Qualcuno assetato di sangue e di vendetta. Qualcuno che viene dal passato, per regolare tutti i conti in sospeso… “

dal 29 maggio …

Alla fine del viaggio - Copertina

Alla fine del viaggio

dal 29 maggio …, con immenso piacere, tornerò a incontrare i lettori per parlare con loro di letteratura noir e legalità. Ditelo ai vostri librai di fiducia, ai gruppi e le associazioni che organizzano eventi letterari, l’agenda degli incontri è ancora in via di definizione, si fa presto ad aggiungere qualche data.

Alla fine del viaggio - versi

La tazza del re

Un mese fa, in un’antologia Giallo Mondadori dedicata al Museo archeologico di Napoli, è stato pubblicato un mio racconto che vede come protagonista il commissario Casabona al lavoro nella città partenopea. Siccome le copie dell’antologia non sono facilmente reperibili e molti lettori mi hanno chiesto di leggere il racconto, ho deciso di pubblicarlo come ebook. Da oggi lo troverete disponibile in tutti gli store dedicati, ad iniziare da Amazon, Kobo, Apple store, ecc.
Si tratta di un RACCONTO BREVE (26 pagine) dove, un giovane Casabona agli inizi della carriera, si trova ad affrontare il caso di uomo che ha passato la notte all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dopo aver disattivato il sistema di allarme e di video sorveglianza. Apparentemente non manca nulla e niente è stato danneggiato. Perché lo ha fatto? Cosa cerca di nascondere? Un mistero che viene dal passato e che aspetta di essere svelato.

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Case 178

Dopo “Ogni giorno ha il suo male”, è appena uscita in Grecia “La pietà dell’acqua” con il titolo “Case 178” e traduzione a cura di Yianna Skarveli.

La copertina è molto suggestiva e ricorda quella della versione originale in italiano.

Qui potete trovare un’ottima recensione in greco (la pagina può essere tradotta in automatico da Google).

Υπόθεση 178: Η μνήμη ως εχθρός | Από τις εκδόσεις Ελληνικά Γράμματα

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La tazza del re

La Repubblica ha dedicato una pagina al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e all’antologia “Delitti al museo”, edita da Mondadori, che troverete in edicola e in libreria a partire dal 7 marzo prossimo. Tra i protagonisti dei dieci racconti che la compongono c’è anche un giovane Casabona alle prese con un mistero che ruota intorno alla famosa tazza Farnese. Il racconto si intitola: “La tazza del re”.

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La verità, vi prego, sulle donne

Il signore qui sotto, raffigurato nella foto mentre fa il bagno in piscina, si chiama Yann Moix, ed è uno scrittore e regista francese cinquantenne (che io, fino a oggi, nemmeno conoscevo). In questi ultimi giorni, ha fatto parlare molto di sé perché, in un’intervista per Marie Claire, ha osato pronunciare la seguente frase: “Vi dico la verità. Non riesco ad amare una donna di 50 anni. E’ troppo vecchia. Un corpo di donna di 25 anni è straordinario. Il corpo di una donna di 50 non lo è affatto”.

L’incauta affermazione, ripresa da alcuni giornali italiani, giustamente, ha suscitato l’indignazione di molte donne (intellettuali e non) le quali gli hanno voluto ricordare che anche il corpo di una donna che ha superato i 50 può essere straordinario, per motivi diversi rispetto a quelli di una 25enne, certamente, ma non per questo meno validi, e che i cambiamenti dell’aspetto fisico legati al passare del tempo valgono per tutti, anche per gli uomini 50enni come lui.

Detto questo (come si fa a non essere d’accordo?), io mi pongo un’altra domanda: ma un uomo di 50 anni cosa ha capito delle donne, nei trascorsi della sua vita, se pensa che si possa amare solo in base all’età e alle caratteristiche fisiche di una persona? Che tipo di relazioni ha vissuto finora? Le donne che ha frequentato parlavano? Si muovevano? Respiravano? Esprimevano sentimenti, passioni, fantasie, pudori, voluttà, desiderio? Se n’è accorto, quando è stato con loro, che una donna non è solo un corpo (giovane o meno giovane) ma è anche, e soprattutto, un modo di essere (diverso e complementare con quello di noi uomini) che non ha l’età?

Si chiama femminilità, fascino, sensualità, caro Yann, e non si vende un tanto al chilo come al mercato delle carni. Sappilo.

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