NebbiaGialla Suzzara Noir Festival

Anche quest’anno ho avuto il piacere e l’onore di partecipare al festival NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, giunto alla quattordicesima edizione. Si tratta di una delle kermesse più importanti del settore in Italia. Molto seguito dai lettori e dalla stampa è diventato un appuntamento da non mancare. In un clima particolarmente conviviale (merito del padrone di casa Paolo Roversi), si parla di letteratura crime in tutte le sue declinazioni, si rivedono amici e si beve dell’ottimo lambrusco. Insomma: … perchè Suzzara è Suzzara è sarebbe un delitto non esserci.

Libro Guerriero 2019

Un nuovo e prestigioso riconoscimento entra nella mia bacheca: la katana del Libro Guerriero 2019. È stata assegnata a me, Gabriella Genisi e Alessia Gazzola ieri sera a Bologna, presso la libreria Ubik di via Irnerio. A consegnare il premio sono stati due cari amici e bravi scrittori: Marilù Oliva e Romano De Marco. Sono grato e onorato.

Presentazione a Lucca

Non presentavano a Lucca da 5 anni. Venni in questa città in occasione dell’uscita de “La pietà dell’acqua” e non fu una bella esperienza. Vuoi per il fatto che erano le mie prime uscite, che la location non era indicata, che l’organizzatore non si impegnò per niente, fatto è che c’era una sola persona ad attendermi. Feci quello che dovevo fare e mi riproposi di evitare la città per il futuro. Stasera tutto si è rimesso a posto. C’erano 50 persone alla presentazione ed è stata una serata molto interessante e coinvolgente. Stasera ho fatto pace con Lucca.

Incontro con gli studenti dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli

Martedì scorso ho avuto il piacere di trascorrere due ore in compagnia del professor Isaia Sales e di 130 studenti dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Partendo dalla storia raccontata nel mio secondo romanzo, “La pietà dell’acqua”, abbiamo parlato difficile rapporto tra il potere e la verità, di manipolazione dell’informazione e di fake news. E’ stata un’esperienza interessante e molto gratificante. Incontrare gli studenti è sempre un grande piacere.

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Tra fiction e realtà

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Nelle ultime 48 ore,abbiamo seguito l’evolversi di una storia di criminalità giovanile, di violenza, di droga, di morte. E’ andata in scena a Roma e ha avuto come protagonisti quattro ragazzi giovanissimi. Ognuno di loro ha interpretato un ruolo: la vittima, la fidanzata della vittima che custodiva il denaro per un acquisto di droga, il killer e il complice. La trama era perfetta ma questa volta è stata la cronaca a raccontarcela, non la fiction. E la cronaca, a differenza della fiction, ce l’ha raccontata per intero. Così abbiamo potuto vedere come finisce, nella realtà, una vicenda del genere. Come genitori ci siamo immedesimati nei familiari di Luca che dovranno convivere con il dolore di una stanza lasciata vuota a soli 25 anni. Abbiamo compreso il tormento della madre di Valerio quando ha deciso di denunciare il figlio, pur sapendo che significava perderlo per i prossimi 20 anni. La realtà, la cruda realtà, ci ha resi partecipi anche dello smarrimento di chi, solo dopo essersi reso conto che “aveva fatto una cazzata”, aveva capito che quelli a cui si spara poi muoiono sul serio. Non come nelle fiction che si rialzano e vanno a fare gli ospiti nelle trasmissioni televisive. Lui che di quel genere era un fan sfegatato, da quel che si vede sulle sue pagine social, all’improvviso si è reso conto che non gli avevano detto tutta la verità. Non gli avevano nemmeno spiegato bene come ci si sente dopo aver messo fine a una vita, dopo aver ferito nell’animo la propria madre e distrutto il proprio futuro. Chissà, forse per esigenze di copione, per calcoli commerciali, per questioni d’immagine o di comunicazione. Chissà.