Alla fine del viaggio

È la vigilia del palio di San Jacopo nella cittadina toscana di Valdenza, ma il commissario Casabona non è in vena di festeggiamenti: mentre sui tetti del centro storico esplodono i fuochi d’artificio, la moglie gli annuncia che sta per andarsene di casa. Un duro colpo per il commissario, che nonostante i problemi con Francesca non aveva mai pensato che il loro legame potesse davvero spezzarsi. Nemmeno il tempo di piangere la fine del suo matrimonio, che una telefonata lo richiama immediatamente al dovere: un uomo è stato ucciso da un treno in corsa. Un fatale incidente? Tutt’altro, visto che la vittima è stata legata a una sedia a rotelle e lasciata sui binari. Chi è quell’uomo che nessuno riesce a identificare? Perché l’assassino ha scelto un’esecuzione così plateale? Ed è solo una coincidenza che qualche anno prima, nello stesso luogo, un ragazzo sia stato travolto da un treno? Nella solitudine della sua casa ormai vuota, Casabona è tormentato dai dubbi. E mentre i primi indizi portano sulla strada della pedofilia, nuove morti inspiegabili arrivano a spazzare via ogni certezza. Come se ci fosse una regia occulta a spostare le pedine in campo. Qualcuno assetato di sangue e di vendetta. Qualcuno che viene dal passato, per regolare tutti i conti in sospeso…

Copertina

Il respiro della civiltà

Stuprano una donna e fanno un video, maltrattano fino alla morte un anziano in difficoltà e fanno un video. Perché filmano questi gesti ignobili? Evidentemente per farli vedere a chi non c’era. Evidentemente, invece di ritenerli fatti di cui vergognarsi, si aspettano approvazione per ciò che hanno fatto. Non c’è altra spiegazione. Nessuno condividerebbe la propria partecipazione ad eventi che ritiene riprovevoli. E’ la grande colpa di questa società in tutte le sue espressioni, istituzioni, scuola, famiglia: non essere più in grado di trasmettere “valori” e “senso etico”, di “educare”. Non riuscire più ad insegnare ai propri figli quali siano i comportamenti “giusti” e quali quelli “sbagliati”, di cosa essere fieri e di cosa, invece, doversi vergognare, chi sono gli “eroi” da imitare e quali quelli da biasimare. Nel nome di un mal inteso principio di libertà, abbiamo lasciato i nostri giovani in balia della bestia che si annida in ognuno di noi. Dimenticando che non esiste legge dello Stato abbastanza severa che possa compensare la legge morale che che ognuno dovrebbe portare dentro di sé. Il senso etico è il respiro di una Civiltà, se non lo sentiamo più vuol dire che la nostra sta morendo.

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