La politica e il razzismo

Secondo il filosofo tedesco Carl Schmitt “amico/nemico” sono le categorie sulle quali si fonda la politica. Per definire il campo di uno schieramento è necessario che sia chiaro ciò che quello schieramento non è. In pratica, qual è il suo nemico. Questo perché i gruppi politici si formano sempre contro qualcosa. Solo in un momento successivo il gruppo che si è formato sviluppa una propria identità alternativa. Chiedete a chi ha votato le forze politiche dell’attuale maggioranza il perché della loro scelta. Vi risponderanno: siamo contro l’Europa, siamo contro il buonismo, siamo contro un’immigrazione senza regole, siamo contro i privilegi dei politici, ecc. Tutte cose che esistono nella realtà, anche se a volte vengono esasperate per serrare i ranghi. C’è un’area politica che sta cercando di fare la stessa cosa con il razzismo. Cioè sta cercando di costruire una propria forte identità richiamando intorno a se quelli che sono contro il razzismo. Ma in Italia esiste veramente il razzismo come fenomeno? Gli italiani sono un popolo che potrebbe adottare i comportamenti discriminatori propri del razzismo? Attenzione parlo di razzismo nel senso proprio del termine (cioè odio verso una razza diversa a prescindere da altre motivazioni) e non di quel sentimento di insofferenza che deriva dalla paura e dal senso di insicurezza percepito. Io, escludendo alcune episodiche degenerazioni, non ne sono così convinto. Ci rifletto e spero di non sbagliarmi. In ogni caso io sono assolutamente contro il razzismo ma non sento il bisogno di aderire a nessun schieramento per affermarlo. Fa parte della mia natura ed è scritto nel mio DNA.