Una volta c’erano i giornali di partito, i giovani non lo sanno ma c’erano. L’Unità per il Partito Comunista, l’Avanti per il Partito Socialista, il Secolo d’Italia per il Movimento Sociale Italiano, e così via. La loro funzione dichiarata (sottolineo dichiarata) era quella di fare propaganda e proselitismo attraverso l’informazione. Quando li leggevi, sapevi bene che non ti potevi aspettare notizie che non fossero condizionate dalla visione di parte. Oggi quei giornali non ci sono più oppure hanno cambiato pelle. E’ rimasta quella che, in teoria, dovrebbe essere un’informazione non schierata. In realtà, basta leggere i titoli di molte testate e il loro modo di strumentalizzare i fatti, piegandoli alla propaganda più faziosa, per rendersi conto di come sia difficile oggi informarsi senza essere manipolati. Siamo in balia di un confronto politico che non scende mai di tono, come consumatori, perennemente contesi dai produttori in concorrenza, o come utenti di compagnie telefoniche continuamente bersagliati da nuove offerte. Eppure l’informazione dovrebbe essere un’altra cosa. Dovrebbe.

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3 pensieri riguardo “Informazione e propaganda

  1. Una volta gli attivisti andavano di casa in casa la domenica mattina per consegnare il giornale di partito; era un’occasione per parlare con le persone “de visu”, raccogliendone idee, pensieri e mal di pancia da riportare nelle riunioni di sezione.
    Si trattava certamente di informazione schierata ma vi era la consapevolezza di ciò.
    Stessa cosa accadeva con la lottizzazione delle Reti RAI: un tacito accordo che prevedeva che RAI1 fosse vicina alla DC, RAI2 di area PSI e RAI3 a favore del PCI.
    Ora i quotidiani tendono a fare di equivoco e ambiguità le loro arme migliori per accrescere la tiratura, con lo scopo di un maggior realizzo derivante dalla vendita di spazi pubblicitari.
    Quante volte il contenuto delľarticolo differisce radicalmente dal titolone?
    Un Paese in cui le fake news le troviamo anche nelľinsalata, in cui i blog finalizzati a distorcere la realtà spuntano come funghi e dove il principale strumento di informazione è un social (“ľho letto su Facebook!”), non può esserci un futuro.
    Buon domenica dr. Fusco!
    E buona domenica al Commissario Carabina 😊

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