Informazione e propaganda

Una volta c’erano i giornali di partito, i giovani non lo sanno ma c’erano. L’Unità per il Partito Comunista, l’Avanti per il Partito Socialista, il Secolo d’Italia per il Movimento Sociale Italiano, e così via. La loro funzione dichiarata (sottolineo dichiarata) era quella di fare propaganda e proselitismo attraverso l’informazione. Quando li leggevi, sapevi bene che non ti potevi aspettare notizie che non fossero condizionate dalla visione di parte. Oggi quei giornali non ci sono più oppure hanno cambiato pelle. E’ rimasta quella che, in teoria, dovrebbe essere un’informazione non schierata. In realtà, basta leggere i titoli di molte testate e il loro modo di strumentalizzare i fatti, piegandoli alla propaganda più faziosa, per rendersi conto di come sia difficile oggi informarsi senza essere manipolati. Siamo in balia di un confronto politico che non scende mai di tono, come consumatori, perennemente contesi dai produttori in concorrenza, o come utenti di compagnie telefoniche continuamente bersagliati da nuove offerte. Eppure l’informazione dovrebbe essere un’altra cosa. Dovrebbe.

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