Il gattopardo 

Passata la sbornia del referendum, dopo aver festeggiato per aver salvato una Costituzione di cui la stragrande maggioranza degli elettori non conosceva nemmeno due righe, dopo l’esultanza per l’eliminazione di uno che ci stava sulle scatole come se si fosse trattato di un concorrente antipatico dell’Isola dei famosi o del Grande fratello, cominciamo a farci qualche domandina. Per esempio: le Province, che dovevano essere definitivamente cancellate dalla riforma, ora riaprono come prima? E se riaprono le Province, che succede degli altri uffici dell’Amministrazione periferica dello Stato (Tribunali, Presidi delle Forze dell’ordine, ecc) già chiusi o che dovevano essere chiusi per risparmiare ed ottimizzare risorse? Tutto resta o torna come prima? Far finta di cambiare tutto affinché nulla cambi. Mi ricorda qualcosa. Ma non lo aveva già descritto Tommasi di Lampedusa nel suo bellissimo romanzo “Il gattopardo”? Eh si. È che noi italiani siamo fatti così, da sempre. Siamo furbi, talmente furbi che spesso riusciamo a fregarci anche da soli.

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