Svegliamoci

Copertina Fallaci

Stanotte il sogno dell’Europa unita e aperta all’accoglienza è finito in un incubo. Da oggi sarà tutto diverso. Bisognerà capire che la nostra millenaria civiltà deve essere difesa per non cadere vittima del fanatismo e della barbarie.

Si dovrebbe rivedere profondamente il concetto di integrazione. Che non deve essere rinuncia alla propria identità e ai propri valori, al contrario deve essere apertura solo verso chi sceglie di condividerli e di difenderli. Sono i popoli che vengono da noi che si devono integrare rispetto ai nostri valori e alla nostra civiltà, non noi con i loro.

Da sempre l’uomo, come animale sociale, vive organizzato secondo questo schema: un Popolo stanziato su un Territorio, solitamente gli deriva dal passato, che si organizza in uno Stato, adottando un Ordinamento fatto di regole congeniali alla propria cultura. Popolo, Territorio, Stato. L’utopia degli ultimi decenni, attecchita soprattutto in Italia, ha smontato questa regola che affonda le radici nella notte dei tempi. Ha immaginato come possibile un altro schema: Popoli diversi in uno stesso Territorio senza Stato, con poche regole che dovrebbero far coesistere pacificamente diverse culture in nome dell’integrazione. E’ da questa follia che bisogna uscire. Non si tratta di fare guerre a nessuno ne di demonizzare altre culture o religioni. Si tratta di riaffermare il principio del diritto alla propria Identità che deve essere unica ed esclusiva all’interno del proprio territorio. Massimo rispetto per le altre culture che possono svilupparsi in altri Stati oppure possono essere ospitate se si integrano con le regole e la cultura dello Stato ospitante. Ma da questa parte del mondo si mangia la carne di maiale nelle mense, si mettono i crocifissi nelle scuole e nelle aule dei Tribunali, si rispettano le donne, non si usano i burca, si fanno gite scolastica per vedere i nostri capolavori dell’arte sacra, ecc. Chi proprio non riesce a tollerarlo ha tutta la nostra comprensione e non lo tratteniamo se vuole andare a vivere in uno Stato islamico che gli possa tornare più congeniale.

E poi smettiamola di cercare sempre di comprendere e di interrogarci su presunte responsabilità dell’Occidente. Chi spara, lancia granate e si fa esplodere ha la vera responsabilità. E non me ne frega un bel niente del perché lo fa. I morti non possono e non devono comprendere.